La Grande via Transiberiana con Svetlana (parte 2 – Novosibirsk)

Torniamo di nuovo in città dove devo comprare l’acqua e i dolci per i miei turisti, il cibo del ristorante comincia ad diventare “monotono”  e devo prevenire l’ammutinamento a bordo. Natalia ci accompagna al nostro treno notturno che arriva direttamente in Siberia salutandoci con gli occhi lucidi e noi non siamo da meno. Anche Elena e Delia non riescono a trattenere le lacrime, mentre io butto sul vagone le borse piene di meloni, controllo i biglietti e sorrido ai nuovi cuccettisti che fra poco volenti o nolenti saremo costretti a conoscere.  Loro intanto cercano di decifrare i numeri dei passaporti e anche i nomi, dicendoci che quelli di Maria non coincidono.  Tutta trionfante, prendo il passaporto e mi rendo conto che i dati sono veramente diversi.  Arriva il capotreno ed io cominciando già ad agitarmi cercando di capire se riesco a comprare un nuovo biglietto per Maria oppure potrebbe bastare comprare 50 orsacchiotti. Maria e Oscar intanto rimangono calmi e dignitosi in attesa di buone notizie. Comincio già a chiamare il nostro manager e angelo custode Dasga che sicuramente in quel momento starà già dormendo con il bimbo e ad un tratto Maria mi chiede: “Magari ho dato un passaporto sbagliato?” Risulta che non è uno scherzo, lei ne ha parecchi. Quarant’anni fa questa signora boliviana con gli occhi celesti era ungherese e abitava a Budapest dove conobbe un bellissimo uomo della pelle olivastra che si chiamava Oscar. Lì si sono innamorati e poi sono partiti per Bolivia dove sono in seguito nati Pedro e Natasha (ah, ecco perchè la loro figlia si chiama Natasha!) Tutti tirano un respiro di sollievo, la nostra guida Natasha ci saluta, sventolando il fazzoletto, e finalmente si parte.   

Nel frattempo vado a fare la conoscenza con la padrona del ristorante, come si fa chiamare. Per fortuna, è una donna timida e molto simpatica, offrendo un po’ di rubli ad Ira, riesco a comprarmi un posto letto in uno scompartimento individuale. Scrupulosamente scegliamo il menu per la cena – l’insalata e il salmone con le patatine, a pranzo – “ucha siberiana” – la zuppa di pesce e le cotolette di pollo sempre  per qualche motivo chiamate siberiane con un contorno di riso e verdura (la mia squadra farà molta fatica a scegliere di nuovo il nostro grano saraceno), e poi per colazione prendiamo le famose crepes russe e qualche panino.  Distribuisco il caffè, il tè e lo zucchero a tutti, presento a una coppia di Kazan le loro nuove vicine – Ana e Marilena, mi conquisto gli asciugamani di carta dalle cuccettiste e do a tutti l’orario di soste del treno che ho appena scritto. Proseguo alla volta della mia cella dove però scopro che il mio letto non si apre. Ma ormai non mi importa più. Mi addormento nel nostro vagone, il numero 8, che simboleggia l’infinità.

 

IMG_6054

 

La mattina le signore da sole fanno uno scambio gli orsacchiotti  in cambio della possibilità di fumare tra i vagoni e poi dritte a far colazione che gli piace così tanto che chiedono subito una foto con Ira, la quale rimane un po` imbarazzata e non ce la fa a spiegare loro che non ci si può sedere sul tavolo…

 

рывалрваварвава

 

Non faccio in tempo ad annunciare la nostra prossima fermata e a raccontare dei grandissimi fiumi siberiani, dei quali fino a questo momento avevo solo dei ricordi frammentari dai tempi andati della scuola, che ci fermiamo a Barabinsk, dove il mio gruppo si sparge subito per il piazzale. I cittadini locali con gli occhi che brillano cercano di venderci delle pellicce, dei calzini di lana e il pesce che chiamano “omul”, anche se si sa che non è il vero omul del lago Baikal. Leggo che la maggior parte dei villaggi attorno a Barabinsk sono situati presso i grandi e piccoli laghi. Per la gente di Barabinsk gli spazi acquatici sono dei paesaggi tipici, ai quali sono abituati dall’infanzia. Qui si possono comprare dei carassi, carpe, gardon e altre specie di pesce.

 

ууу

 

Gli stessi occhi che brillano li ha anche Oscar che compra subito tre pellicce, una giacca e due pesciolini e si dirige alle bancarelle per prendere i dolci, anche se sua moglie gli grida del diabete… Delia invece si fa tentare a comprare dei calzini con degli uccellini con petto rosso, che si rivelano essere infatti dei ciuffolotti.  

 

цц

 

E mentre Natasha posa in un nuovo cappello di pelliccia, passano velocemente venti minuti.  

 

йй

 

Ma non vediamo più Oscar! Questa volta cerco di restare calma, anche se mi saltano subito alla mente delle storie che mi ha raccontato mia mamma, del papà che saltava nel treno in partenza e dei turisti che perdevano la motonave, benché molti di loro l’avessero fatto apposta per assistere a una cerimonia di nozze russe. All’ultimo respiro Oscar torna correndo attraverso il ponte dal negozio che vende la birra da accompagnare al pesce. Tutti felici, riprendiamo la nostra avventura. 

 

 

I turisti vanno nei propri scompartimenti ed io do una lezione di russo a Ramiro, poi spiego come cucinare il borsh a Roksana, una signora vivace di 48 anni che ha appeno sposato per terza volta un uomo quindici anni più giovane di lei. Mi ascolta molto attentemente e scrive tutto, l’unica cosa che non riesce a capire è la parte in cui le dico che bisogna prendere un frullatore. Riesco finalmente a convincerla che il borsh russo non deve essere frullato, è molto più buono così.    
Successivamente Natasha perde il suo cellulare di ultimo modello e capiamo che non possiamo neanche chiamarlo, perchè non è collegato il roaming. Il cellulare viene trovato da un certo Sergey di Sarapul, loro fanno subito amicizia e cominciano a chiacchierare in un misto di russo, inglese e spagnolo.  

 

333333

 

Siamo in Siberia però man mano che ci avviciniamo, diventa sempre più caldo… 

 

111

 

Novosibirsk E` veramente una bellissima città solare con dei bravi facchini, una guida sorridente con la perfetta padronanza dello spagnolo.  Si chiama Katia e mi giura di non essere mai stata in Spagna, anzi non era mai uscita dalla Russia.  Ci portano subito in albergo dove facciamo la doccia e ci riposiamo per recuperare le forze per l’indomani. Le finestre della mia camera danno sul Teatro di opera e balletto che è il più grande di tutta la Russia. 

 

IMG_6084

 

Già nella hall del Mariott si sente che Novosibirsk è la terza città della Russia: ridono e scherzano i giovani giocatori di hockey dalla squadra nazionale americana, parlano ai cellulari gli uomini d’affari cinesi, vestiti di tutto punto. Ci impressiona molto il fatto che i sorrisi, seppur molto professionali dei ragazzi alla reception, siano comunque molto veri, è tanto che non vedo niente del genere, né a New York, né a Mosca. Ci consigliano di “fare un salto” al centro commerciale, dove Oscar e i suoi familiari hanno bisogno di andare, perché “gli sono finiti i vestiti”. Effettivamente i boliviani stavano ormai in viaggio da 20 giorni già prima del nostro incontro – erano andati a trovare dei parenti a Budapest, poi si erano fermati a Parigi, Roma e Barcellona. Ma le più consumate risultano proprio le scarpe di Oscar e quindi dobbiamo comprarne un paio nuovo, oltre ai pantaloni, camicie, maglioni e qualche dolcetto. Dopo lo shopping torniamo in albergo, ceniamo e finalmente mi sento libera. A Novosibirsk mi incontro con una mia carissima amica che ha vissuto per più di tre anni a San Pietroburgo, ma poi è tornata nella sua città natale, seguendo l’amore di tutta la sua vita. Facciamo una passeggiata per le strade di Novosibirsk ed io, come una tipica turista, le faccio delle domande sul rigoroso inverno siberiano, estate soffocante, sugli stipendi e sugli svaghi.  

La mattina ci aspetta una colazione da re con la nostra guida Caterina. Ma io sono costretta a tornare al negozio con Oscar, siccome lui ha capito che aveva un’urgente necessità di comprare degli altri pantaloni. Raggiungiamo il nostro gruppo al monumento alla Seconda Guerra mondiale.

 

ййй

 

Nonostante Novosibirsk fosse lontana dalla linea della fronte, alcuni studiosi della storia militare affermano che una delle ragioni della sconfitta delle truppe naziste presso Mosca l’autunno e l’inverno 1941 sia proprio dovuta all’arrivo delle divisioni siberiane che facevano la resistenza sulle principali linee del fronte. Nell’estate del 1941 per la via transiberiana con una velocità che per quei tempi risulta incredibile – 900, 1000, 1200 chilomentri al giorno – passavano dei treni che dalla Siberia andavano verso Mosca.  

Natasha ascolta la guida e ammira il sorbo, un’albero che non aveva mai visto in Bolivia. Fa delle foto e  prova perfino ad assaggiare le sorbe.  

 

ккк

 

Poi Katia ci parla dell’industria e ci fa vedere dei monumenti moderni. 

 

ннн

 

Nel frattempo i miei turisti, appassionati di shopping, vanno a vedere dei souvenir. Vedo Oscar con un’icona della Madonna nella cornice dorata in un negozio della Chiesa di Sant’Alessandro Nevskiy. Il nostro boliviano sta contrattando il prezzo e poi, tutto contento, mi dice di tradurre alla “babushka” del negozio che sarà sempre la benvenuta in Bolivia. La nonnina rimane un pò perplessa, ma poi dice: “Salvaci, Signore”. 

 

еее

 

Il negozio di souvenir presso il ristorante “Spedizione”, con le sue scarpine per neonati fatte sempre di pelliccia, e sopratutto il ristorante stesso hanno commosso gli ospiti. Ci hanno offerto la carne di cervo, dei ravioli siberiani e anche “il dolce di taiga” – la cosa più buona e più esotica che abbia mai mangiato nella mia vita – fatta di mirtilli siberiani, pinoli, miele, latte condensato e qualche altro ingrediente a noi sconosciuto.  Uscendo dal ristorante, i turisti hanno messo due punti sulla Bolivia e sulla Spagna sulla grande cartina geografica appesa alla parete, ed io ho fatto una foto a Maria nella sala con le pellicce.   

 

гггг

 

Dopo pranzo siamo andati a vedere il monumento del fondatore – Alessandro III e il primo ponte ferroviario attraverso il fiume Ob’. 

 

IMG_6131

 

Nel programma c’era ancora il Mare di Novosibirsk che è stata una bella sorpresa per Caterina che sapeva che si trattasse solo del bacino idrico che però viene spesso chiamato il mare, ma il mare dell’Ob’. Tra la gente il mare dell’Ob’ viene spesso chiamato “il cimitero della taiga”. Difatti una volta qui c’era una foresta che volevano sradicare al momento della costruzione del bacino, ma a causa della mancanza di tempo e della mole di lavoro è stato infine deciso di inondarla.  Dopo la creazione del bacino idrico è stato quasi completamente inondato il centro storico della città di Berdsk, oltre ad alcuni villaggi (e ai relativi cimiteri) della provincia di Novosibirsk. Gira voce che in primavera quando viene scaricata l’acqua del bacino si veda la cupola di una chiesa…
La nostra strada passava attraverso il ponte Bugrinskiy per “la Сittà dell’accademia”.

 

шшш

 

Akademgorodok che vuol  dire la citta` della accademia è uno dei piu` importanti certri scientifici e formativi della Russia. Sul suo territorio sono situati decine di istituti scientifici e di ricerca ed è inoltre il più verde e benestante quartiere della città, – dove, come confessa Caterina, le piacerebbe pure vivere.  Viene spesso chiamato “il villaggio del XXI secolo” o “la taiga di silicio”. Infatti, qui convivono in maniera bizzara la forma arcaica di un villaggio siberiano e gli uffici costruiti in stile hi-tech, una pineta vergine e il modernissimo centro di microbiologia, un vero e proprio ritmo provinciale con la totale copertura di Internet,  il grande collider e le favole popolari di un albero sapiente, piantato dagli scienziati del giardino botanico…

 

щщщ

 

Dopo aver fatto una passeggiata per il territorio circostanze e aver visitato anche il mercato tipico, dove abbiamo comprato delle mele russe, ci dirigiamo al museo ferroviario. Katia intanto ci parla di un museo archeologico ed etnografico presso l’isitituto scientifico e della mummia di una principessa dei monti Altay che si chiamava Ukoka, questa storia è avvolta del misticismo e nel mistero delle popolazioni antiche. In quel momento ho capito che un giorno sarei tornata a Novosibirsk per partire subito dopo in direzione degli Altay. I miei turisti sembrano incantati, continuano a ripetere “il mammut Matilda”, è evidente che gli sono piaciute veramente le storie di Katia.  

Il museo ferroviario è stato creato solo qualche anno fa, abbiamo potuto vedere dei vagoni di prima, seconda e terza classe, tutti scherzavano dicendo che assomigliavano proprio ai nostri treni di oggi. Decisi di non dire nulla, sapendo che ci aspettavano ancora dei treni mongoli e cinesi.

 

ззз

 

Ciò che ci ha più colpito è stata la bellissima collezione delle automobili sovietiche. 

 

ххх

 

Neil Armstrong, il primo uomo a posare piede sulla Luna, era venuto a Novosibirsk apposta per portare a casa una brancata di terra presa dall’edificio dove abitava e lavorava il pionere di cosmonautica Yuri Kondratyuk, autore del progetto del volo di una nave spaziale sulla Luna che tanti anni dopo è stato usato per la realizzazione del programma “Apollo”.

Dopo cena i turisti continuano a chiedere vodka al pepe condita da altre storie, e allora Katia, stanca dopo 12 ore di spiegazione, ci porta al fuoco perenne, eretto in onore dei caduti durante la guerra. Finalmente giunti in quel luogo tutti si placano e alcuni addirittura si addormentano sul pullman. Ad un tratto, stavamo passeggiando per un sentiero del parco quando improvvisamente Marilena e Delia gridano: “Ma Svetlana, chi è?”, indicandomi una grande macchia bianca che si avvicinava per il sentiero. Non c’e` niente di strano. E’ un grande orso bianco, che come sappiamo tutti, è solito attraversare le strade siberiane.  

 

ъъ
 

 

Le parti precedenti:

gli Urali

 

Le parti seguenti:

Irkutsk e Baikal

Ulan-Bator (parte 1)

Ulan-Bator (parte 2)

Cina

Altri articoli interessanti:

alfabeto russo qui

le frasi importanti in lingua russa qui

20 cose da fare e vedere a San Pietroburgo qui

i motivi perche` conviene prendere la guida privata a San Pietroburgo qui

leggere altri consigli pratici per chi viene a San Pietroburgo qui

leggere sulla cucina tipica russa qui

leggere cosa si deve comprare a San Pietroburgo per portare in Italia qui

leggere le tipiche domande che fanno i turisti a San Pietroburgo qui

leggere il vocabolario delle parole russe qui